Tre Anni di Governo Renzi: Successi ed Insuccessi

Dalla carica di presidente assunta da Matteo Renzi, alla sua fine. Molti i dubbi tra gli italiani. Successi e insuccessi, cosa hanno determinato la fine del suo governo?

Dopo il No vittorioso al Referendum Costituzionale, come tutti sappiamo, il Premier Matteo Renzi ha consegnato le sue dimissioni al presidente della Repubblica Mattarella, ponendo fine al suo incarico (affidatogli dall’ex presidente Giorgio Napolitano) dopo 3 anni circa.

Sin dal primo momento, il giovane politico del PD ha suscitaro curiosità sia in senso positivo, sia negativo tra gli italiani.

Da un lato si pensava ad un ringiovamento del governo, dall’altra si temeva la sua inesperienza.

Parlando di politica, tutti sembriamo dotti e maestri : “basta fare questo, quello e quell’altro”.

Eh si, come si dice? Tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare!

Proviamo a metterci almeno per un attimo nei panni di un politico come Renzi che ha trovato danni in qualunque settore e deve risolverli. Risolverli è un parolone, diciamo “limitare i danni”.

Le sue dimissioni rappresentano una sconfitta, la sua incapacità di governare? Non siete d’accordo? Io non la penserei proprio così.

Numeri alla mano, analizziamo alcuni punti, frutto del suo governo:

  • PIL: aumento dello1,6% dal primo trimestre 2014 al terzo trimestre 2016.
  • Rapporto deficit/pil: -0,4% dal primo trimestre 2014 al secondo trimestre 2016.
  • Debito pubblico: -43 miliardi (agosto e settembre 2016).
  • Consumi famiglie:+3% dal primo trimestre 2014 al secondo trimestre 2016.
  • Occupazioni totali:+656mila da febbraio 2014 a settembre 2016.
  • Occupati dipendenti permanenti:+487mila da febbraio 2014 a settembre 2016.
  • Inattivi:-665mila da febbraio 2014 a settembre 2016.
  • Tasso disoccupazione: -1,1% da febbraio 2014 a settembre 2016.
  • Tasso disoccupazione giovanile: -5,9% da febbraio 2014 a settembre 2016.
  • Produzione industriale: +2,3% da febbraio 2014 a settembre 2016.
  • Export: +7,4% da febbraio 2014 a settembre 2016.
  • Bilancia commerciale: +18,3 mld da febbraio 2014 a settembre 2016.
  • Fiducia consumatori: +13,4% da febbraio 2014 a settembre 2016.
  • Procedure di infrazione con la Commissione Ue: -47 (da 119 a 72) da febbraio 2014 a settembre 2016.
  • Adozione decreti attuativi: +32% da febbraio 2014 a settembre 2016.

Dopo aver visto le varie percentuali in ogni settore, ecco a voi una lista che ho preparato per voi, in cui sono raccolti i provvedimenti più importanti presi da Matteo Renzi:

  • Riforma del lavoro
  • Stop Irap e taglio dell’Ires
  • 80 euro per 11 milioni di italiani che guadagnano meno di 1.500 euro al mese
  • 80 euro in piùal comparto sicurezza
  • Riduzione del canone Rai da 113 euro del 2015 a 100 euro del 2016 che diventeranno 95 nel 2017 e si paga direttamente nella bolletta della luce.
  • Abolizione della tassa sulla prima casa, Imu e Tasi
  • Abolizione di Equitalia, dal 30 giugno 2017
  • Stop tasse agricole, 1,3 miliardi in meno
  • Banda ultralarga e crescita digitale
  • Divorzio breve
  • Norme per la non autosufficienza
  • Riforma Terzo settore e servizio civile
  • Legge contro il caporalato
  • Bonus bambini di 960 euro l’anno per ogni nuovo nato per 3 anni
  • Aumento pensioni minime da un minimo di 100 euro a un massimo di 500
  • Riforma del cinema e audiovisivo
  • Riforma La Buona scuola
  • 18App, 500 euro per tutti i giovani che compiono 18 anni nel 2016
  • Legge contro i reati ambientali
  • Reato di depistaggio
  • Tetto stipendi Pubblica amministrazione a 240 mila euro.

Tra questi tanti provvedimenti citati ne ho volontariamente esclusi altri, che ho ritenuto meno importante citare.

Numeri e decisioni prese, dimostrano un vero e proprio fallimento?

Cari lettori, lascio a voi il giudizio finale, dopo l’oggettività che vi ho mostrato.